Il prestito peer to peer: cos’è e come funziona

social lending

Immagine di cooldesign

Quante volte abbiamo sentito dire che uno dei principali freni che il mondo dell’imprenditoria e del commercio trova lungo il sentiero della crescita è rappresentato dalle difficoltà di accesso al credito?

Dopo lo scandalo di LB nel 2008, tutte le banche, anche quelle italiane, hanno chiuso i cordoni del credito. I prestiti vengono erogati con il contagocce, a tassi alti e solo verso quei soggetti in grado di dare ampie garanzie di restituzione, escludendo però in questo modo tre quarti delle attività produttive che proprie sulle linee di credito basano il loro funzionamento.

Per sopperire a questa colpevole assenza del settore bancario, sono nati i prestiti “Peer to peer”, che spesso vanno sotto il nome di Social Lending.

Il social lending è una alternativa alla tradizionale richiesta di prestiti. Per quest’ultima, su cui è possibile trovare informazioni in siti specializzati come questo, la procedura è più complessa in quanto bisogna avere a che fare con banche e finanziarie.

Invece il funzionamento del “prestito sociale” è generalmente più semplice: ci sono dei prestatori e dei richiedenti, tanti, sia da una parte che dall’altra.

Il prestito che i primi sono disposti a fornire, e si badi che si tratta di prestiti tra privati, viene diviso in tante parti per poi essere erogato ai vari richiedenti. Il motivo?

Questa strutturazione frammentaria, da qui il termine peer to peer, fa sì che se anche uno dei richiedenti non fosse a regime in grado di restituire il proprio debito, questo non andrebbe ad inficiare sulla tenuta generale del sistema messo in piedi dal social lending, perché ogni singolo prestatore andrebbe a perdere in questo modo solo una piccola cifra.

Per mettere in contatto prestatori e richiedenti sono nate numerose piattaforme di social lending, in cui prestatori e richiedenti si incontrano e contrattano la quantità dei prestiti erogati, e le condizioni di restituzione (tempi e tassi di interesse). Il funzionamento di queste piattaforme, che sono gestiti da privati terze parti, prevede anche che alla determinazione di un prestito sia il richiedente che il prestatore versi una piccola tassa che normalmente varia tra lo 0.5 e il 2% di quanto prestato.

“Il prestito peer to peer: cos’è e come funziona”
Scritto da Davide Gallo

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